È un esperimento socio linguistico.

Mio caro amico sono in parte qui, l’altra parte vaga per casa lamentandosi, perché ho una parte che si lagna… La Casalinga anni cinquanta che alberga in me. Sono energeticamente stanca, no di più, svuotata.

Questo è un esperimento socio linguistico, quindi c’è il rischio che svanisca tra i refusi e parole senza senso.

Ma cercherò di fare uno sforzo di concentrazione e rimaner centrata nel qui e ora senza lanciare bestemmioni.

Dopo aver abbandonato Donne che pensano troppo, ho iniziato, Silenzio assoluto di frank Schatzing, ( ci sono due puntini sulla a) ma non ci penso proprio a iniziare una ricerca a quest’ora della notte.

Il libro lo sto adorando, è il primo thriller politico che leggo, unica pecca m’ammazzano male il senza dimora. No stronzi! animali e gente in estremo stato di fragilità non si toccano. Anche perché, è vero che i nuovi idioti non leggono, ma evitiamo di dare spunto a tutti quelli che; hanno colmato le loro mancanze con narcisismo e delirio di onnipotenza. Ripetete dopo di me: i barboni non si toccano o il buon Gesù mi fa morire male… Vale lo stesso se faccio del male agli animali.

É una cosa che non sopporto e odio con tutta me stessa, quando passeggiando, o meglio, camminando nelle zone meno trafficate della città incontro giacigli di fortuna con uomini soli al loro interno accompagnati dal freddo e l’indifferenza.

Io allungo il passo cercando di non lanciare sguardi che possano giudicarli o meglio, che li facciano sentire giudicati. Ma una parte di me si maledice per la miseria che inconsciamente contribuisco a costruire, con quel freddo emotivo che è più freddo, del freddo stesso.

Potrei stare qui ore e ore a parlare di tutti questi invisibili, perché di invisibili si tratta. Gente che ha lasciato madri preoccupate o una famiglia, che si strugge di nostalgia per il proprio caro. Sono figli e mariti o semplicemente entrambi: che raccontano bugie pur di tenere al sicuro, il cuore delle loro madri, mogli o sorelle. Con l’ingenua bugia che tutto volgerà per il meglio. Bevendoci su, un po’ per scaldarsi, un po’ per il senso di colpa nel non esserci riusciti.

Mio caro Bloggi, anche se io ci sono riuscita, a modo mio, straniera nella mia stessa Italia, questo non deve esonerarmi nell’interrogarmi:

– Potevo fare di più?

– Posso fare altro?

Invece di passare dritto, sorda e cieca, volgendo lo sguardo altrove, donando una manciata della mia indifferenza in un piattino immaginario della questua.

Pensa un po’: questa doveva essere una semplice prova di scrittura per vedere se, con l’ausilio del sintetizzatore vocale di Google, sarei riuscita ad evidenziare i vari refusi che la mia mente da svampita, anche dopo diverse letture non riesce a riconoscere. E invece sto qui a parlare di degrado e anime sole e di una umanità sempre meno umana e più primitiva.

Mi aspetta una domenica di totale relax (lo spero) a casa in pigiama e con micia e bassotta nel letto con me, mentre io mi addentro nel “Silenzio assoluto”, libro dell’autore tedesco Frank vattelappesca qualcosa.

Mio caro amico, non so se ci sia una formula magica contro la stanchezza psicofisica, ma io sto andando di vitamine, anche perché alla soglia dei cinquant’anni non posso smadonnare come una cazzo di Gian Burrasca.

Anche perché, ammettiamolo, è stancante anche stare sempre lì a smadonnare, per ogni idiozia che sento o idiota che incontro.

Siccome questo blog nasce con l’intento di rendermi meno disortografica e dislessica (con scarsi risultati) aggiungerei, ha anche uno scopo meno personale, sottile, quello di instillare tramite altre esperienze un pensiero reattivo e costruttivo.

Le cose frivole non mi piacciono, quindi quando siamo impotenti, o alcune situazioni sono immensamente più grandi di noi, domandiamoci: abbiamo fatto tutto il possibile? Qualsiasi essa sia.

Alla prossima e solo per ora, passo e chiudo.

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Pubblicato da lastronzaomofoba

Diario Autobiografico, tra il ridicolo e il paradosso “LaStronzaOmofoba” racconta la sua vita. Tra attacchi di ira, sconforto e qualche bella notizia. L’utilizzo di questo Blog come se fosse un vero e proprio diario. Sperando di far sorridere, riflettere e emozionarvi. PS: Chiedo scusa per le parolacce, ma chi, in fin dei conti non scrive qualche parolaccia nel proprio diario?!

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