Memoria Emotiva.

 

 

 

Ciao Bloggi. Sono ancora qua, ad aggiornarti e a mettere nero su bianco le mie emozioni. Non c’è nulla di più terapeutico che esorcizzare ed analizzare i propri sentimenti. Soprattutto quando si ha una mente dalla spiccata astrazione dal materiale. Ecco perché mio caro amico, non ho mai amato leggere, oltre all’imposizione della scuola, la dislessia e la difficoltà nella lettura. Ci si metteva la mia fervida e vivida immaginazione, tanto che quei racconti si tramutavano magicamente in un teatro virtuale nella mia sconfinata mente.

Qualcuno potrebbe esclamare <uhh bello>… Risponderei <bello un cazzo!> anche perché, ogni volta che dovevo ripassare non ricordavo più nulla di quello che avevo studiato con estrema fatica. Dio!!! Era estremamente difficile per me non evadere, in realtà lo è tuttora, faccio cose senza sapere di averle fatte è come se la mia anima mettesse il pilota automatico ma il mio conscio non lo sapesse. In un momento sono presente a me stessa e quello dopo sono persa non so neanche più dove. La mia amica Tiziana la definisce memoria selettiva. Io credo che la mia anima si sia rotta i cosiddetti di tanta miseria umana e si isoli in un angolo del piano astrale. Conoscendomi in un bagno seduta su un water a fumare una sigaretta e a esclamare ma chi me l’ha fatta fare?!

Lo so! Solo pochi eletti potranno leggere e capire questo turbinio di parole che sembrano scritte a caso, da una pazza invasata con un disturbo di apprendimento. E per fortuna aggiungerei.

In questi due mesi ho scoperto che adoro leggere, immergermi nei racconti, vivere in astrale quelle storie di fantasie, che secondo me, così tanto di fantasia in realtà non sono. Ho finito i libri donatomi dalla mia carissima amica Graziella, donna dall’intelligenza spiccata, e dai variegati gusti letterali, mi sono ributtata sull’adorato Zafòn (l’accento sulla o è al contrario ma non so come la si faccia. Sti cazzi inside). Ho iniziato il secondo libro della tetralogia della saga letteraria Il cimitero dei libri dimenticati. Il Gioco dell’angelo.https://amzn.to/3Q4RwrG

La storia inizia un po’ in sordina, trattando all’inizio, il protagonista senza andare nel profondo. Ed ad un certo punto il colpo di scena… Ricordi del passato, i ricordi d’infanzia del giovane David, questo il nome del protagonista, vengono svelati man mano, tra punti e virgolette. Non riesco a sganciarmi e mantenere un distacco emotivo una elettività mi connette, troppi passaggi di quella vita di quel personaggio di fantasia mi risultano familiari, reali. Non posso far a meno che esserne rapita.

Caro Bloggi mi rendo conto di quanto possa essere terapeutico o traumatizzante leggere storie che hanno qualcosa di vissuto realmente, la memoria offusca per difendere ma c’è una parte di noi più sensibile, eletta che custodisce ogni minimo ricordo, sensazione, odore. Basta un minimo e tutti quei ricordi, sensazioni rimosse, ti precipitano in un pozzo nero di ricordi.

L’inevitabile è lo stare a ricordare i vari episodi della propria vita, rianalizzando pezzo dopo pezzo episodi, eventi, che sono stati fondamentali nel percorso della vita. Quasi come se si stesse a vedere un film, frame della propria vita visti e rivisti e rianalizzati a rallentatore. E lui li piccino in un angolo, con lividi e occhi tristi con la mente chissà dove.

Alla prossima.
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Pubblicato da lastronzaomofoba

Diario Autobiografico, tra il ridicolo e il paradosso “LaStronzaOmofoba” racconta la sua vita. Tra attacchi di ira, sconforto e qualche bella notizia. L’utilizzo di questo Blog come se fosse un vero e proprio diario. Sperando di far sorridere, riflettere e emozionarvi. PS: Chiedo scusa per le parolacce, ma chi, in fin dei conti non scrive qualche parolaccia nel proprio diario?!

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