Più che confusa e felice io mi fermo al confusa e basta.

Mio caro amico, è un sabato mattina di una lunghissima settimana fatta di…“ E anche oggi non sono uscita alle 13:00 da lavoro”.

Con l’arrivo dell’estate ho sempre le batterie scariche, ed è anche vero che, da quando sono dimagrita riesco a sopportare meglio il caldo.

Sono reduce dal Pride di quest’anno, e che Pride, diciamolo pure! I canoni di bellezza sembrano stazionari negli ultimi anni e paragonabili a un quattro in pagella. La mattina del Pride, il 28 giugno, sono andata al mercato di Poggio Franco, con una delle mie storiche amiche, Titti. Caruccio il mercato di Poggio Franco, con un sacco di distinte signore o così le ho percepite, ricco di voci che riecheggiavano tra la discreta folla e le bancarelle.

Ho trovato un ambulante che vendeva dei meravigliosi vestiti Made in India tanto belli a 10 euro, ne ho comprati due, Il pensiero è subito andato a chi li aveva confezionati e se fossero bisognosi sfruttati per due spicci, presumo di si.

Diciamo che tendo a mettere vestiti per le grandi occasioni, o meglio, che tendo ad andare in giro vestita come l’amica cicciotta di Mila, la protagonista del cartone animato “Mila e Shiro” due cuori della palla a volo.

Ma quest’anno sfrutterò quei due vestiti per le piccole occasioni, anche perché mi sono stati regalati con tanto amore.

Anche ieri che ero libera avrei tanto voluto indossarne uno. Ma poi ho pensato ad alta voce ”Ma dove cazzo vado vestita da Jasmine, se devo correre a fare la visita medica del lavoro!”

Comunque, pensandoci, sarei stata divina in quel vestito verde con il mio bel libro in mano mentre snobbavo l’universo intero.

Tornando al Pride, non me n’ero dimenticata, quel giorno non oso immaginare quanti chilometri ho macinato tra il mercato e la marcia pomeridiana.

Per quell’occasione avevo ricevuto diversi inviti, ma per pigrizia e abitudine me ne sono andata con la mia amica Pintus, anche perché prevedevo che al minimo segno di cedimento avrebbe detto “Me dai ritiriamoci”. Non l’ha mai detto, mai. Lei che sarebbe capace di non scendere dalla macchina per la stanchezza.

Ed ecco qua uno dei motivi di una lunga settimana, tra le altre cose, un dolore ai polpacci per 4 giorni consecutivi.

Oggi è sabato e la mia settimana inizia da qua, sperando di essere meno stanca e più ispirata per raccontarvi le mie disavventure quotidiane.

Passo e chiudo e al prossimo disagio.

 

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Pubblicato da lastronzaomofoba

Diario Autobiografico, tra il ridicolo e il paradosso “LaStronzaOmofoba” racconta la sua vita. Tra attacchi di ira, sconforto e qualche bella notizia. L’utilizzo di questo Blog come se fosse un vero e proprio diario. Sperando di far sorridere, riflettere e emozionarvi. PS: Chiedo scusa per le parolacce, ma chi, in fin dei conti non scrive qualche parolaccia nel proprio diario?!

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