Quando le montagne cantano.

Questo meraviglioso romanzo racconta un intero arco narrativo che raggruppa tre generazioni di una famiglia Vietnamita. La famiglia Tràn.

Questo racconto oltre a farti immergere in uno spaccato di vita che non ci appartiene, troppo lontano da noi e inquinato da i pregiudizi razziali. Viene raccontato dalla voce di una che la guerra, le guerre, le ha vissute sulla propria pelle.

I film americani cercano di raccontarci una storia parziale, di parte.

Guardando film, dove si narravano scene di guerra, del tipo, americani immersi in scenari apocalittici e circondati da nemici che a loro volta, erano pedine di un gioco meschino del nazionalismo, quale fosse il reale coinvolgimento e l’imminente pericolo per gli Stati Uniti?

Il motivo probabilmente era l’avanzata e l’espansione del comunismo derivato dagli anni di colonialismo feroce da parte delle grandi potenze.

Questo libro mi ha accompagnato per mano in tutti i processi evolutivi di un Vietnam spaccato, dall’interno e dall’esterno non ci sono salvatori solo morti, fazioni e odio. Le famiglie distrutte, tutte a causa di divergenze politiche e di colonizzazione e scissioni nel paese.

L’autrice NGUYEN PHAN QUE MAI, fa tesoro dei racconti e delle memorie tralasciatele, trasformando Quando le montagne cantano in una favola meravigliosa, triste, fatta di umiliazione, sofferenza e di perdita. Ma la filosofia buddista e la conversione religiosa della nonna della protagonista, le permetterà di perdonare e lasciarne andare il passato, trasformando quel dolore straziante in fondamenta per un futuro migliore.

Huong la protagonista, la ritroviamo alla fine del libro serena, adulta e realizzata, innamorata del della vita e del suo sposo

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Pubblicato da lastronzaomofoba

Diario Autobiografico, tra il ridicolo e il paradosso “LaStronzaOmofoba” racconta la sua vita. Tra attacchi di ira, sconforto e qualche bella notizia. L’utilizzo di questo Blog come se fosse un vero e proprio diario. Sperando di far sorridere, riflettere e emozionarvi. PS: Chiedo scusa per le parolacce, ma chi, in fin dei conti non scrive qualche parolaccia nel proprio diario?!

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