La Cuochina Mannara.

Ciao Bloggi, oggi sono di umore “Addams”, nel senso che potrei andare in giro a decapitare una collezione vintage di Barbie… Si! (Barbie chitestramurt bestemmiatrice della notte.)

Oggi voglio uscire dal mio abito professionale, perché ho intenzione di descrivere la versione maschile della “gatta frech e chiang”.

Oggi parliamo dell’idiota esistenziale, la versione plus dell’analfabeta funzionale. Lui, l’idiota, non è solo analfabeta funzionale, è analfabeta, è ciuccio e presuntuoso, con una spolverata di misoginia e sessismo. Il ricordo più felice?

Le loro mamme che levano le sgommate di cacca dalle loro mutande.

Tutto a dar vita ha una grossa fetta di carne umana, fatta di esseri inutili intrinseca nella popolazione autoctona locale. Idioti che io non so come facciano a stare al mondo, visto che ho incontrato gatti con l’io più presente a se stessi, che loro. Per non parlare del loro quoziente intellettivo (anche io oggi non scherzo nel voler descrivere il disagio incarnato in corpi dotati di pisello). Adoratori di gratta e vinci, della Bari, non la città ma la squadra di calcio e della amata Peroni.

Visto l’elevatissimo portfolio culturale, l’analfabeta esistenziale, si districa per tutta la vita, sopravvivendo con escamotage, aspettando di arrivare il più in fretta possibile all’età adulta e di conseguenza, alla pensione sociale, perché oltre a non essere abili al lavoro, per loro chi lavora è solo un fesso, degli stronzi. Loro sopravvivono bene. Sopravvivono male gli altri, tipo me medesima, quando se li ritrova nella dimensione lavorativa.

Nel caso migliore si trova gente che ha esclusivamente fragilità socioculturale, anche perché, crescere in contesti sociali limitanti e con scarsissimi strumenti, non permette la crescita e la maturazione dell’individuo che all’età trent’anni circa dovrebbe essere intellettualmente autosufficiente e “camminare” in autonomia… Senza cacare fuori dal vaso.

Allora lì sì, che riesci a instaurare un dialogo, una connessione e a trasmettere qualcosa.

Forse chissà, un giorno lontano quella cosa appresa il giorno x, potrà essere utile.(Oddio sto romanzando) <cazzo vuoi che si ricordino>.

Ma quando al disagio socioculturale, è avvinghiato a un costrutto culturale di: sessismo, misoginia e ignoranza… Beh! Le cose sono diverse, soprattutto per me, si tende a non ascoltare e a fare il cazzo che gli pare (scusate per inflessione dialettale), anche a discapito del ruolo preposto, insegnante-allievo.

Chi mi legge sui vari social, sa benissimo che non ho un buon rapporto con la tossicità di alcuni comportamenti interiorizzati, soprattutto quelli che appartengono al genere maschile. E mentre la mia natura calma, elegante e accomodante (quando non sono posseduta da satana) si affievolisce e un <vabbè dai! Fai il cazzo che ti pare,> emerge, perché il quieto vivere prima di tutto.

Ma! Fai il cazzo che ti pare non include il recare dei danni che influiscono sulle mie finanze.

Sono una tipa che nella vita ha dovuto e deve sudare e lavorare per ottenere le cose, le mie finanze sono sempre una linea sottile tra il posso arrivare tranquillamente a fine mese al <oh mio Dio! Devo stringere o non arriverò a fine mese>.

Quindi sono estremamente abitudinaria e abituata alla mia routine. Quando faccio un acquisto, anche il più terapeutico, devo riappacificarmi con la mia coscienza, il mio “Saturno interiore” che mi urla in testa “è necessario o ne puoi fare a meno?”

Odio e mi destabilizza a livelli di psicopatia, quando ho una spesa improvvisa e non calcolata. Il mio cervello inizia a fare calcoli mentali.(patetica) Immaginate e immaginatemi nella difficoltà di fare i conti senza una calcolatrice. IL PANICO. Esatto! Si apre una voragine fatta di instabilità, angoscia e incertezza.

Figuriamoci se poi, la spesa economicamente imprevista, è causata da una terza persona, e che, quella persona invece di scusarsi con un filo di dispiacere nello sguardo, ti guardi con la tipica espressione del: che cazzo vuoi da me. Sono loro, gli idioti esistenziali ad aver coniato il tanto utilizzato < Non pagg mang a Crist.> (Idioti come se sapessero cosa significa).

Solo perché madre natura o il buon Dio, non ha donato loro di un intelletto funzionante, ma solo culo, si culo. Ci vuole culo per arrivare a più di quarant’anni integri.

Ecco, ed è qui che la mia ricchezza interiore va in conflitto con la mia povertà economica… Una delle due parti deve soccombere.

Puoi tormentare i miei pensieri, mettere a dura prova la mia pazienza, puoi farmi sentire una cattiva insegnante,(lo sono). Ma non ti avvicinare alle mie finanze che io divento un cazzo di predatore. Io non entro nella vita altrui cercando di portare distruzione e ignoranza, però se porti nella mia vita la tua l’inutilità e mi fai anche un danno economico, io diventerò il tuo peggior incubo.

Questa gente ha la presunzione di base che loro sono gli sfortunati del cosmo, che tutto gli è dovuto. Che tutti sono in una posizione favorevole rispetto a loro.

Uomo avvisato mezzo salvato. Ho sorvolato, concedendo il beneficio del non “ce la fa”. E ci ho rimesso.

Il mio cervello è programmato per fare click dopo un tot di avvisi. Posso arrivare ad ignorarti pur di non assumere quel fastidiosissimo ruolo della stronza. Ma tu caro essere inutile dei entrare in modalità opossum sull’asfalto, perché dopo il click nulla ti sarà risparmiato.

Chi è causa del proprio male pianga se stesso.

E con questa bella storia di terrore mio caro Bloggi ti saluto e ci aggiorniamo alla prossima.

Voglio ringraziare le belle persone che mi circondano, perché, vero si che la vita mi vuole povera, ma ho tante persone che mi vogliono bene e mi sostengono.

C’è anche chi corregge(non modifica, corregge) questi spaccati di vita fatti di refusi e un po’ di distrazione. Grazie

 

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Pubblicato da lastronzaomofoba

Diario Autobiografico, tra il ridicolo e il paradosso “LaStronzaOmofoba” racconta la sua vita. Tra attacchi di ira, sconforto e qualche bella notizia. L’utilizzo di questo Blog come se fosse un vero e proprio diario. Sperando di far sorridere, riflettere e emozionarvi. PS: Chiedo scusa per le parolacce, ma chi, in fin dei conti non scrive qualche parolaccia nel proprio diario?!

Una risposta a “La Cuochina Mannara.”

  1. La buona volontà non basta, ci vorrebbe pure il cervello.
    Dissemina qualche tagliola qui e là, magari capisce.
    Brava tu a scrivere, senza passare alle vie di fatto

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